“Se riusciamo a imparare a mettere in discussione i modi in cui, intorno agli avvenimenti e alle apparenze, si solidifica un senso del sé, se scegliamo di chiederci se quel senso sia fondato o non sia solo un costrutto della mente, se sia invariabile o in continuo cambiamento (…) riusciremmo a vedere al di là, attraverso il velo della nostra creazione personale che colora più o meno sottilmente ogni aspetto dell’esperienza. Potremmo ascoltarci con più cura. Potremmo prenderci meno sul serio, e prendere meno sul serio le storie che ci raccontiamo su “se le cose andassero in questo o quest’altro modo allora sarei felice” o su come fare in modo che vadano “a modo nostro”.   (Jon Kabat Zinn)

Ti sei mai chiesta chi tu sia veramente? Qual è la tua essenza? Il tuo carattere, i tuoi valori, le tue passioni, cos’è che ti rende al 100% te stessa.

Sono sicura che se te lo chiedessi in due o più momenti diversi della tua vita, la risposta in qualche modo cambierebbe; a distanza di un breve lasso di tempo il carattere, i valori, i sogni e le passioni potrebbero aver subito dei cambiamenti.

Quello che influenza continuamente la nostra evoluzione sono le esperienze che facciamo, gli avvenimenti della vita ci plasmano, ci cambiano e, in parte, scrivono la nostra storia.

Molto spesso non ci rendiamo conto che anche noi, a causa o grazie alle esperienze che viviamo, siamo responsabili delle storie che ci raccontiamo e che danno vita alla nostra storia personale, alla nostra identità.

Siamo naturalmente portate a cercare un significato a tutto quello che ci capita, che si tratti di esperienze più o meno negative, impreviste o previste. Cerchiamo di capire quale sia il fine di quell’avvenimento che in noi ha scaturito determinate emozioni, sensazioni, ricordi, gioie o ferite. Quel significato diventa parte integrante della nostra storia, inizia a definirci, o meglio, siamo noi a dare il potere a quell’esperienza di iniziare a definirci.

Molto spesso parlo di quanto siano fondamentali gli avvenimenti della vita, anche quelli più dolorosi, per darci l’opportunità di crescere, evolvere, imparare e migliorare, ed è assolutamente così! C’è però una distinzione fondamentale da fare: imparare da un’esperienza, trarne il meglio, vederne il lato positivo, capirne il significato e grazie a quello, capire che direzione far prendere alla nostra vita, è totalmente diverso dal farci influenzare in modo definitivo da quel momento, dando il potere a quel momento di creare parte della nostra identità senza possibilità di cambiamento.

Ti faccio qualche esempio… Ti è mai capitato di ripeterti una o più di queste frasi, o magari di farlo senza esserne così consapevole?

  • Non sono fatta per le relazioni.
  • Tutti gli uomini tradiscono.
  • Preferisco non legarmi a nessuno, perché tanto finirò con il soffrire.

Quando affrontiamo la fine di una o più relazioni magari deludenti, può capitare di iniziare a credere di non essere adatte a stare in coppia, di avere qualcosa di sbagliato oppure di pensare che siamo molto sfortunate in amore e che tutti gli uomini sono sbagliati.

Oppure:

  • I miei voti sono sempre stati mediocri, non sono abbastanza brava per intraprendere quel percorso universitario.
  • Non riuscirò mai a trovare il coraggio di cambiare lavoro.
  • Non riuscirò mai a diventare abbastanza ricca per permettermi di fare quel viaggio/di comprare la casa dei miei sogni, ecc.

Così come le relazioni, anche le esperienze lavorative o di studio influenzano notevolmente quello che possiamo decidere di pensare di noi. Uno studente che alle medie o al liceo non si è mai distinto per suoi voti, potrebbe essere portato a pensare di non essere in grado di affrontare un percorso universitario o un lavoro di un certo tipo in futuro.

L’essere umano è portato a pensare che una o più situazioni che gli sono capitate in passato lo definiscano a vita. Trasformiamo le esperienze del passato in profezie autoavveranti nel futuro, lasciando che ci appongano un etichetta definitiva.

La vita invece, ci insegna ogni giorno che non esiste nulla di definitivo, è in continuo mutamento ed evoluzione… Allora perché lasciarci influenzare da quello che ci è capitato? Perché non vederla come una delle tante esperienze che la vita ci offre?

Se c’è qualcosa che con il tempo dovremmo imparare a fare nostro è il concetto che è davvero tutto possibile nella vita, ma lo è solo se ci crediamo. Se crediamo che non riusciremo mai ad ottenere il lavoro dei nostri sogni o a trovare l’uomo giusto per noi, inconsciamente abbiamo già scritto il capitolo successivo. Lasciamo invece la pagina bianca!

Abbiamo tutte le carte in regola per poter svolgere con successo un lavoro, un esame, o qualsiasi altra cosa… e per poter trovare la persona giusta per noi, credere il contrario significa darsi la zappa sui piedi giorno dopo giorno.

Pensa a quelle frasi che ogni tanto ti capita di ripetere, queste convinzioni che ormai hanno dipinto una certa immagine di te, pensaci razionalmente… e poi chiediti: è davvero impossibile che le cose possano andare diversamente? Qual è il motivo per cui deve andare necessariamente male? Forse sarai d’accordo con me nell’accorgerti che spesso l’unico motivo per cui potrebbero andare male è solo la convinzione radicata in noi che siamo destinate a quello!

La prossima volta che nella tua testa o ad alta voce ti accorgerai di formulare una di queste convinzioni… fermati per un attimo, prendi un bel respiro e prova a riformulare il tuo pensiero. Non lasciare che il passato influenzi il tuo futuro, prendi in mano la penna e scrivi libera da ogni convinzione il prossimo capitolo della tua vita.

Spero con tutto il cuore che l’articolo ti sia piaciuto e che possa esserti utile e fungere da spunto per quello che stai vivendo.

Ti abbraccio forte!

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