Ci sono ferite che non si vedono.
Non fanno rumore. Non sanguinano. Non servono punti.
Ma restano lì, aperte. Anche dopo anni. Anche quando tutto intorno a te sembra funzionare.

Una di queste è la ferita da abbandono.
È una delle più silenziose e profonde. Quella che ti fa credere che, prima o poi, chiunque ami… se ne andrà.
Che niente dura. Che anche tu, se ti affezioni troppo, perderai qualcosa.

Non sempre nasce da un abbandono “visibile”. A volte non c’è stato alcun evento traumatico.
Ma c’è stata una madre assente, anche se presente fisicamente.
Un padre che tornava tardi, o non tornava affatto.
Una sensazione sottile e costante: “Io non basto per farmi amare davvero”.

Come riconoscere oggi la ferita da abbandono nella tua vita

Magari sei adulta, indipendente, forte.
Magari hai una relazione, una famiglia, un lavoro.
Eppure… qualcosa dentro trema ogni volta che ti leghi a qualcuno.

Hai paura che l’altro ti lasci.
O, peggio ancora, temi che se restasse… ti vedrebbe davvero. E smetterebbe di volerti, apprezzarti e amarti.

Così cominci a sabotarti.
Ti accontenti di chi ti dà poco, ma almeno “c’è”.
Ti attacchi a relazioni disfunzionali per paura di restare sola.
Oppure ti chiudi completamente: perché pensi che se nessuno entra, nessuno può ferirti.

Il paradosso della ferita da abbandono è che spesso, chi la porta dentro, finisce per abbandonare prima di tutto se stessa.

Ti dimentichi dei tuoi bisogni.
Dici sì quando vorresti dire no, pur di trattenere qualcuno.
Ti fai piccola, invisibile, silenziosa… sperando che così nessuno se ne vada.

Ma così, a poco a poco, sei tu la prima a lasciarti indietro.

Questa è la testimonianza di una delle donne che ho accompagnato in un percorso di trasformazione.
Ha accettato di condividere queste parole, con grande coraggio:

“Durante il lavoro con Marika, ho rivissuto un momento preciso della mia infanzia: mia madre che usciva di casa mentre io correvo dietro di lei. Non avevo più di cinque anni.
Avevo paura che non tornasse mai più.
Non pensavo che quella scena vivesse ancora dentro di me, eppure guidava tutto: le mie relazioni, le mie paure, la mia insicurezza.
Oggi riesco a stare da sola senza sentirmi sola e a vivere le mie relazioni, compresa quella con me stessa, senza la paura di essere abbandonata.”
— A.G., 42 anni

Il percorso di guarigione

Guarire una ferita da abbandono non significa dimenticare.
Non significa cancellare il passato o far finta che non abbia avuto effetto.

Significa accogliere quella parte ferita, darle ascolto e finalmente lasciarla andare.
Significa imparare a costruire dentro di sé una presenza stabile, costante, amorevole.

Durante le sessioni individuali che conduco — attraverso strumenti come l’Angel Life Coaching® e il Theta Healing® — aiutiamo questa parte a liberarsi.
Non con forzature, ma con gentilezza, dolcezza e amore.
Non con razionalizzazioni, ma con uno spazio sacro dove il cuore può finalmente respirare.

E se fosse il momento di smettere di pensare di essere abbandonata?

Se queste parole ti parlano, forse è perché stai già ascoltando qualcosa che da tempo cerca voce.
Forse è perché, in fondo, una parte di te sa che merita amore. Non “nonostante” tutto, ma proprio per tutto quello che ha attraversato.

E se ti va, io sono qui.
Per camminare accanto a te nei primi passi di questo ritorno.
Per aiutarti a ritrovare sicurezza, presenza e radicamento in te stessa.

Come iniziare

Puoi prenotare una sessione individuale con me…
Perché il primo abbandono da cui puoi guarire… è smettere di lasciarti per ultima.

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Ti abbraccio forte!