Se davanti a un’esperienza negativa ti sei chiesta anche tu ‘perché proprio a me?‘, stai leggendo l’articolo giusto. È umano domandarselo, lasciarsi schiacciare dallo sconforto, trovarsi persi senza possibilità di reagire, in un lungo periodo buio apparentemente senza fine. La buona notizia, però, è che abbiamo noi, in mano, la possibilità di fare qualcosa. Qui ti voglio raccontare la mia storia, partendo da un grosso scrollone che mi ha portata a trovare una direzione diversa, inaspettata, appagante.
Ma presentiamoci: mi chiamo Marika Piparo e sono sono Naturopata, Omega Health Coach®, Angel Life Coach®, Operatrice di Reconnection® e Coach di Giusto Peso per Sempre®.
Lo sono diventata dopo tanto studio e dopo un grande ribaltamento, nel 2008. Uno di quei terremoti che in un battito di ciglia trasformano distese di case e strade in un cumulo di macerie. In quell’anno mi sono sentita proprio così. E me lo sono chiesto, sì: perché sta succedendo a me? Non potevo crederci e lo sconforto era davvero tanto.
Ho trascorso giorni a versare tutte le lacrime che avevo. Poi ho iniziato a chiedermi come potessi tirarmi su, e soprattutto da dove inizio?
Quando un banale ‘come stai?’ fa paura
È vero, avrei voluto sentirmi meglio subito, spogliarmi di quelle sensazioni di dolore, frustrazione, perdita di senso, delusione e confusione. Ma non potevo chiedermi così tanto. Ho iniziato dalle cose più basiche, anche se controvoglia. Mangiare qualcosa, fare due passi. Uscire, all’inizio, era complicatissimo. L’idea di incontrare qualcuno che mi chiedesse come stai? mi terrorizzava. Potevano fare domande a cui non volevo rispondere e la sfida era ancora enorme.
Piano piano, dopo qualche giorno di clausura, mi sono avventurata fuori. Sono tornata a vedere il mio mare, che da sempre mi trasmette pace. Iniziavo a sentirlo, il desiderio di ripartire. Non sapevo ancora per dove e in funzione di chi, ma serviva fare un passo. E poi un altro, e poi quello dopo, per rimettermi in moto. Mi sono sforzata all’inizio, è vero. In quei momenti avrei voluto fare tutt’altro. Vedermi così, però, mi demoralizzava, da qualche parte dentro di me c’era una Marika che aveva voglia di tornare a sorridere. Ho respirato e sono partita.
Non mi sono posta nessun obiettivo se non quello di tirare fuori la testa dall’acqua e respirare. Quando le emozioni sono davvero forti ci bloccano quasi il diaframma, si piazzano da qualche parte nella cassa toracica e ci fanno sentire come se fossimo in apnea.
La forza di non mollare ha ricominciato a farsi largo dentro di me, abbracciando il desiderio di farcela, la voglia di essere di nuovo felice. Una caduta, anche se molto dolorosa, può stimolarci ancora più urgenza di continuare il nostro cammino.
Le grandi rivelazioni arrivano spesso dopo grandi turbamenti
All’epoca non immaginavo nemmeno chi sarei stata dieci anni dopo, era impensabile per me vedermi d’aiuto alle persone. Ero io, quella che aveva bisogno di aiuto!
La mia fortuna è stata trovare persone che hanno saputo supportarmi in un percorso di crescita che mi ha riportata sui binari della mia vita e oltre: mi ha fatto riscoprire un lato sopito di me che finalmente aveva trovato l’esigenza di uscire.
È sempre stato chiaro, per me, quanto fosse importante mettermi al servizio dell’altro per farlo stare bene. Il percorso che avevo scelto era però diverso, ed ero arrivata a una rovinosa caduta.
Lì per lì è difficile avere uno sguardo d’insieme: ci sono i lividi, le ferite, la frustrazione, il dolore. Ci siamo noi e la nostra disperazione, qualsiasi risvolto positivo ci sembra impossibile.
Solo dopo, spesso, si riesce ad avere una visione più alta. Sono così riuscita a vedere quanto questa esperienza sia stata indispensabile per allinearmi con la mia missione di vita.
È stato anche grazie al mio scossone se oggi posso dire di aver realizzato la mia strada e ho smesso di lasciarmi influenzare dalle opinioni altrui.
Possiamo scegliere se diventare vittime o rimboccarci le maniche
Sentiamo subito quando qualcosa non va: quando non ci sentiamo realizzati, ci sentiamo infelici, ci manca qualcosa, siamo costantemente stanchi e svogliati, forse non siamo sulla strada che la nostra anima ha scelto per noi. Come ce ne accorgiamo dipende da moltissimi fattori, può succedere che sia una scoperta lenta o può arrivare un evento a mostrarcelo con prepotenza. Ciò che possiamo allenare è la nostra vista: se riusciamo a guardarci con occhi attenti possiamo comprendere ciò che l’Universo ha da dirci.
Io, tornando a quel famoso 2008, ero davanti a un bivio che la vita mi aveva messo davanti: potevo scegliere se diventare una vittima (e di ragioni ne avrei avute tante) oppure rimboccarmi le maniche e iniziare da me stessa.
Ho deciso di non mollare, perché credo fermamente che nel pieno delle difficoltà esista l’occasione favorevole. Il tempo mi ha dato ragione. Ho ripreso in mano la mia vita, ho investito su di me, sulla mia crescita interiore, ho lavorato sodo e ora sono serena, felice e ho un’esistenza appagante.
L’importanza di avere qualcuno che crede in te quando tu non sai farlo
La prova più tangibile del mio lavoro sono io stessa: ciò che sono ora è il frutto di un percorso personale in cui mi sono messa in gioco, ho avuto il coraggio di guardarmi dentro, di “guarire” le ferite, di uscire dalla mia zona di comfort e osare.
Quello che posso offrire agli altri, e soprattutto alle donne che scelgono di iniziare un percorso con me, è la consapevolezza tangibile che valga la pena non arrendersi mai.
Se ti trovi in un momento in cui vedi tutto nero e non hai speranze a cui appigliarti è normale che tu non veda la tua luce, ma ciò non significa che non ci sia. Se hai qualcuno che crede te, anche quando tu stessa non ci credi, puoi davvero farla brillare per rivederla splendere in te stessa e addirittura vederla riflessa in chi ti sta accanto.
Tutto parte dalla consapevolezza interiore
Se ne sente parlare spesso, dappertutto, tanto che il significato può non essere chiaro. ‘Trova la tua consapevolezza interiore’, può voler dire poco, se non ci si ragiona su.
Essere consapevole di te non vuole dire identificarti in ciò che fai o rappresenti, e nemmeno in ciò che gli altri dicono di te. Vuol dire conoscere i tuoi lati d’ombra (sabotaggi, schemi, credenze, abitudini) (link a il percorso in cui si parla di schemi mentali e sabotaggi: https://www.marikapiparo.com/il-percorso/) che ti impediscono di essere chi vuoi e di vivere la vita come desideri. Vuol anche dire abbracciarli, accettare che facciano parte di te e dall’altra parte riconoscere i tuoi talenti, la tua natura e il potenziale che hai concedendoti amore per te stessa, esattamente come sei.
Per molto tempo il mio sito si è chiamato cammini consapevoli proprio per questo: durante questo percorso si impara a riportare tutto alla luce, lì dove possiamo vederlo, prima come semplici osservatori. Il passo successivo è quello di accettare tutti i lati, amarli e prepararsi a usarli. Solo a questo punto si è pronti a spiccare il volo.
Io ho potuto farlo con un grande lavoro su me stessa e mi sono accorta che stava funzionando dalla serenità e dal benessere che solo la centratezza e la soddisfazione portano: sapevo di essere finalmente chi volevo essere.
Vuoi conoscere meglio quale cammino puoi fare per realizzarti?
Nella mia newsletter racconto storie di ispirazione, lascio consigli ed esercizi di meditazione!



